DOCUMENTI SUGLI USI CIVICI A CIVITAVECCHIA DALL'INIZIO DEL 1900 AD OGGI

Si riportano di seguito, in ordine temporale dal più vecchio al più recente, una serie di documenti che riguardano  gli usi civici sul nostro territorio dall'inizio del 1900 ai nostri giorni. Ulteriori decisivi documenti antecedenti  che riguardano gli anni dal 1441 al 1900 puoi trovarli per ora nella pagina /storia-degli-usi-civici-a-civitavecchia  

 

SENTENZA DEGLI ARBITRI DEL 1916

Il 2 maggio 1916 la Giunta degli Arbitri che, prima della legge del 1927, gestiva le questioni degli usi civici, emise una sentenza nella quale sanciva  che le tenute XIII Quartucci e Bandita delle Mortelle , le stesse sulle quali si rivendicano oggi pretese di usi civici, erano libere "dall'uso civico di semina e di falce" .    La causa era tra i proprietari dei terreni : i marchesi Giulio Guglielmi, Carlo Calabrini e l'Associazione Agraria. Di seguito si riportano tre stralci della sentenza a sfavore dell'Associazione Agraria. Si legge nel secondo e terzo stralcio:" La Giunta senz'attendere ad ogni istanza ed eccezione, accogliendo le domande del Marchese Giulio Guglielmi e del Marchese Carlo Calabrini e respingendo quelle dell'Associazione Agraria di Civitavecchia, dichiara libera la tenuta dei Tredici Quartucci, di proprietà dei predetti, nonchè le tenute Quarto del Sugareto, Mortelle e Sugareto, di proprietà del Guglielmi dall'uso civico di semina e di falce a favore della popolazione di Civitavecchia.  "

 
 

TRANSAZIONE TRA GLI EREDI GUGLIELMI E L'ASSOCIAZIONE AGRARIA DEL 1929  

Nonostante i terreni Guglielmi fossero già liberi da usi civici , come si evince dal precedente documento, a causa delle continue rivendicazioni dell'Associazione Agraria e della situazione economica degli eredi Guglielmi a cui occorrevano contanti per prendere possesso delle terre avute in eredità, i Guglielmi stipulano una transazione con l'Associazione Agraria alla quale cedono 1400 ettari di terreni per liberare tutte le restanti proprietà. Alla transazione tra il Marchese Benedetto Guglielmi e il Commissario Prefettizio della Associazione Agraria di Civitavecchia Domenico Saliola, è presente il Podesta Francesco Cinciari.  Sotto è riportato il documento della transazione originale . Se andate a pag 9  in basso c'è l'Art.4° che recita testualmente: " Per effetto delle due concessioni di terre di cui sopra, l'Associazione Agraria in persona del Commissario Prefettizio Cav:Uff:Dott. Domenico Saliola ed il Comune di Civitavecchia in persona del Podestà Comm: Francesco Cinciari, per quanto possa avervi interesse, dichiarano di rinunciare, come effettivamente rinunciano a qualsiasi pretesa di servitù civiche, di qualsiasi specie e natura su tutto il Patrimonio dell'Amministrazione Guglielmi e sia per le servitù che formarono oggetto di contesa, che per quelle di cui fecero dichiarazione il Comune di Civitavecchia e l'Associazione Agraria di Civitavecchia, intendendosi, nel modo più esplicito ed assoluto, che il patrimonio stesso sia sempre libero ed esente da qualunque possibile pretesa."

  E adesso ci risiamo, si chiedono gli usi civici sugli stessi terreni! Ma per quante volte si devono pagare!

Di seguito si riporta il link per leggere la transazione:

https://www.dropbox.com/s/xw01i2iwco9fc9r/Transazione%20Guglielmi.pdf?dl=0

Se vuoi scaricare il documento clicca sul pulsante sotto. 


SENTENZA DEL 24 FEBBRAIO 1990

Un atto sporadico tra due parti lo si fa diventare, con l'intervento della Regione Lazio dopo 23 anni, operativo su migliaia di cittadini, causando situazioni drammatiche e bloccando per anni le compravendite con un forte danno per tutta l'economia locale.  

L'Amministrazione comunale oggi sta facendo il possibile per chiedere attenzione alla Regione Lazio su quanto accade, del resto la stessa Regione Lazio, approvando i piani regolatori ha reso "regolare" l'espansione della città sui terreni oggetto della sentenza.  

E' giusto che tutti sappiano, anche se l'argomento è particolarmente ostico.  


Cliccando su bottone seguente si può scaricare e leggere la sentenza. 

Per chi vuole approfondire di seguito si riporta una sintesi della sentenza

La causa nasce nel 1931 con un ricorso dell'Associazione Agraria di Civitavecchia contro le Società Terni S.p.A. ed ENEL e quindi per una specifica controversia. Solo successivamente viene estesa via via con successivi ricorsi a porzioni di territorio più vaste che interessano migliaia di cittadini di Civitavecchia senza che questi ne vengano mai informati.

Ed infatti il giudice nei "MOTIVI DELLA DECISIONE" a pagina 9 rileva: "  Occorre dare atto preliminarmente che mancano nel fascicolo gli atti processuali; che non esistono fascicoli di parte e che i vari soggetti del processo, nei decenni durante i quali la controversia è rimasta pendente, hanno svolto scarsa attività processuale."  E più avanti, sempre a pagina 9 :" Il giudicante, pertanto, non può che fare riferimento all'unica memoria presentata che è quella dell'Università Agraria di Civitavecchia. Infatti le parti non hanno esibito la documentazione in loro possesso o quanto meno gli estremi degli atti e dei provvedimenti sui quali dovrebbero fondarsi le loro ragioni." 
Il giudice prende allora  a riferimento il libro sulla storia di Civitavecchia di Carlo Calisse del 1936. La sentenza riporta per 14 pagine , da pagina 10 delle motivazioni a pagina 24, il testo integrale del Calisse da pagina 507 in poi, con tutti  gli eventi che riguardano la città, compresi i fatti che riguardano le tenute  Ferrara e Mortelle.
E conclude poi a pagina 29 :" A conclusione di tali premesse sulle due tenute occorre rilevare che l'onere della prova che la qualità demaniale sia , in ipotesi, venuta meno, grava su chi sostiene tale tesi.  La prova di tale eventuale cessazione deve essere , ovviamente, tenendo presente la legislazione dello Stato Pontificio, nel quale una bolla di Sisto V ( "Inter varias et multiplices ") , successivamente confermata da Clemente VIII nel 1592, sanciva la inalienabilità dei beni comunitativi ". Più avanti si dice poi: " Tale prova non è stata fornita dagli interessati. Pertanto deve ritenersi che la qualità demaniale di entrambe le predette tenute sussista tuttora e che tutti  gli eventuali atti di disposizione inter privatos, posti in essere con riferimento al fondo, sono radicalmente nulli ed inopponibili alla ricorrente Associazione agraria." 
In questo modo migliaia di regolari rogiti notarili e successioni, intra privatos, vanno in fumo per gli ignari  cittadini di Civitavecchia! 
Nella sentenza non si fa riferimento alla transazione tra l'Associazione Agraria, i Guglielmi ed il Comune che, come si è visto più sopra nella sezione dove si parla della transazione, ha liberato i terreni dei Guglielmi dagli usi civici nelle stesse tenute oggetto della sentenza. 
  
Ma non basta perchè a pagina 31 la sentenza recita :" Non essendo stato possibile chiarire, anche per la mancata collaborazione delle parti, l'identificazione catastale di tali terre, e l'identità degli occupatori, questo compito viene rimesso all'Assessore agli usi civici per la Regione Lazio ( art. 28 legge n.1766 del 1927) "
Ed invece la Regione Lazio, dopo  23 anni, nel 2013 emette la determina dirigenziale A07844  che dà attuazione alla sentenza, senza che mai i cittadini siano informati con notifica, come previsto dalla legge, dei pesanti gravami sulle loro abitazioni!   

DETERMINA DIRIGENZIALE DELLA REGIONE LAZIO A07844 DEL 2013

Basti dire che è stata pubblicata il 30 settembre del 2013 e cioè ben 23 anni dopo l'emissione della sentenza del 1990. Tale sentenza del resto non è stata mai trascritta dall'Associazione Agraria di Civitavecchia per cui la stessa non è opponibile nei confronti di terzi.

I cittadini colpiti dai gravami non ne  hanno mai ricevuto notifica , come previsto dalle norme di legge.    

SENTENZA DELLA CORTE COSITUZIONALE DEL 31 MAGGIO 2018 N 113

Per completezza di documentazione  si riporta di seguito la sentenza della Corte Cosituzionale del 31 maggio 2018 n.113. La sentenza  dichiara incostituzionale la riduzione degli importi da pagare da parte dei cittadini per liberare dagli usi civici i terreni e le abitazioni, secondo quanto stabilito dalla Regione Lazio. Per liberare le propietà dai gravami si deve perciò pagare l'intero ammontare ed i pagamenti già effettuati in modo ridotto non hanno  effetto a norma di legge. 

MOLTI ALTRI IMPORTANTI E DECISIVI DOCUMENTI SONO OGGI DISPONIBILI PER LA DIMOSTRAZIONE DELLA INESISTENZA DEGLI USI CIVICI NEL TERRITORIO DI CIVITAVECCHIA E VERRANNO PRESTO CARICATI